“Emozioni-In-Voce”: il primo laboratorio di doppiaggio a Pescara

Continuano gli incontri autunnali de Il Piccolo Gulliver, giunto al proprio settimo anno di attività!

Tra i laboratori in corso, vi presentiamo il progetto “Emozioni-In-Voce: manifestare e comprendere le emozioni attraverso il doppiaggio cinematografico”.

La straordinaria efficacia della voce nel manifestare le proprie emozioni, stati d’animo e intenzioni era nota fin dall’antichità. Le qualità vocali, infatti, sono un mezzo importante per regolare i rapporti interpersonali, per negoziare conflitti, nonché per influenzare il pensiero e la condotta degli altri (Anolli & Ciceri, 1992).

I nostri ragazzi sono stati coinvolti in un vero e proprio “lavoro” di doppiaggio, scegliendo direttamente sia il film sia le scene da doppiare.

La scelta è ricaduta su un grande classico del cinema: il lungometraggio animato “La Bella e la Bestia” di Walt Disney.

Ciascuno dei ragazzi si è trovato così ad interpretare, doppiandoli attivamente, alcuni personaggi del celebre cartone animato.

Supervisionati dal team di psicologi del Piccolo Gulliver, oltre ad aver doppiato direttamente con la propria voce dialoghi e canzoni, i ragazzi sono stati invitati anche all’analisi delle caratteristiche dei vari personaggi e degli aspetti emotivi percepiti che li caratterizzano nelle varie scene.

La manifestazione delle emozioni e la loro percezione sono state e sono tutt’ora oggetto di numerose indagini in diversi ambiti di ricerca, tra cui, appunto, la psicologia (Maffia & Pellegrino, 2016). Numerosi studi, infatti, hanno dimostrato come, nell’uomo, gli stati emotivi (per esempio, rabbia, felicità, tristezza, paura) siano espressi attraverso una pluralità di canali comunicativi, che includono la voce, l’espressione facciale, il body language e il contenuto verbale del messaggio (Ekman, 1982; Poggi & Magno Caldognetto, 2004).

Sebbene la discussione sia ancora aperta su quale sia l’apporto di ciascun canale nella trasmissione delle diverse emozioni, è opinione ormai condivisa che i tratti prosodici (ad esempio, il tono della voce) siano indicatori essenziali per il riconoscimento del parlante e per la decodifica del parlato emotivo (Anolli & Ciceri, 1992; Mozziconacci, 2002; Scherer, Johnstone & Klasmayer, 2003).

I nostri ragazzi si sono trovati, in maniera divertente, di fronte ad un vero e proprio esercizio neuro-cognitivo.

Ed è così che ciascuno di loro si è trovato a riconoscere e vivere la rabbia di Gaston, rifiutato da Belle, la paura del papà di Belle di fronte alla Bestia, la sorpresa di Belle di fronte alla trasformazione umana della Bestia e la felicità della Bestia di essere tornato un essere umano diverso (in meglio) rispetto a prima e di poter amare Belle.

Come se la saranno cavata i nostri Gulliver? Guardate qui sotto una delle scene doppiate da diversi ragazzi e lasciate un commento!

Bibliografia

Anolli L. & Ciceri R. (1992), La voce delle emozioni, Milano, Franco Angeli.

Ekman P. (1982), Emotion in human face, Cambridge Mass., Cambridge University Press.

Maffia, M., Pellegrino, E., Bardel, C., & De Meo, A. (2016). Le emozioni nel parlato doppiato: uno studio cross-linguistico.

Mozziconacci S. (2002), Prosody and Emotions, in Proceedings of Speech Prosody 2002, Aix-en-Provence, aprile 2002, 1-9.

Poggi I. & Magno Caldognetto E. (2004), Il parlato emotivo. Aspetti cognitivi, linguistici e fonetici, in Il parlato Italiano (F. Albano Leoni, F. Cutugno, M. Pettorino, & R. Savy, a cura di), Napoli, M. D’Auria Editore, CD-Rom

Scherer K. R. (2003), Vocal Communication of Emotion: a Review of Research Paradigm, Speech Communication, 40, 227-256.

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